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Saluto del direttore

Milano, 21 aprile 2020

Sono onorata e lieta di assumere l’incarico di Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia che l’onorevole Ministra, prof.ssa Lucia Azzolina, mi ha conferito, riponendo in me la fiducia del Superiore Ministero dell’Istruzione. La Ministra ha voluto sottolineare che “la presenza di una guida a capo dell’Ufficio scolastico regionale è oggi più necessaria che mai in questo particolare momento di emergenza in cui le nostre scuole hanno bisogno di supporto nei territori”.
Interpreto queste parole come un’attestazione di stima e di fiducia che la mia lunga esperienza di scuola possa andare a beneficio dell’azione di sostegno delle Istituzioni scolastiche lombarde. Ciò implica, evidentemente, una grandissima responsabilità. Responsabilità che voglio assumere pienamente, avendo sempre avuto un alto senso civile del mio compito e del contributo che ciascuno è chiamato a dare, con fiducia e senso delle Istituzioni, consapevole del bene e dell’impegno dovuto alla collettività e alla comunità educativa in particolare.
Ritorno in Lombardia, nel territorio in cui ho compiuto gli studi, con l’impegno di restituire e di ritrovare il patrimonio di valori culturali e civili nel quale mi sono formata.
Ne “La Luna e i falò” Cesare Pavese scriveva: …un paese ci vuole […] Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che, anche quando non ci sei, resta ad aspettarti. Per me tornare a Milano è anche un po’ questo: un ritornare, dopo essere stata molti anni in quella meravigliosa e operosa regione che è il Veneto.
Il contesto lombardo, il motore culturale ed economico del Paese, a causa della attuale emergenza sanitaria sta vivendo tragici momenti di fragilità.
Il mondo della scuola e dei giovani rappresenta una fragilità nella fragilità: i nostri giovani hanno bisogno di cura e di attenzione, di sentirsi parte viva del contesto sociale, soggetti protagonisti e costruttori del proprio futuro di nati nel nuovo millennio; il pericolo che la loro minore vulnerabilità sanitaria li ponga in questo momento al margine delle preoccupazioni degli adulti – dalle famiglie alle autorità – è concreto.
Si profila il rischio che li si collochi in un’attesa di normalità di cui si proroga continuamente l’accadimento.
Questo non deve avvenire, da un lato va garantito il diritto costituzionale all’istruzione, dall’altro va assicurata la centralità del processo inclusivo per tutti.
Le scuole lombarde hanno reagito con spirito di servizio e capacità di innovazione nel garantire il diritto all’istruzione: allo stato attuale, l’impegno prioritario dell’intera comunità scolastica, riguarda la puntuale ed efficace realizzazione delle pratiche di didattica a distanza, strumento irrinunciabile per continuare ad assicurare a tutti gli allievi il diritto allo studio costituzionalmente previsto. I dirigenti scolastici hanno assicurato il governo del cambiamento mediante l’attività di coordinamento e indirizzo, i docenti e gli assistenti tecnici la pratica quotidiana della didattica a distanza, il personale amministrativo ha garantito la continuità amministrativa e i collaboratori scolastici la funzionalità e l’igiene delle strutture.
Il Ministero dell’Istruzione sta sostenendo investimenti di una portata quale non si vedeva dagli anni della scolarizzazione di massa, con investimenti in termini di infrastrutture, risorse tecnologiche e dotazioni di personale di primissimo rilievo, come gli stanziamenti destinati alle piattaforme elearning e alla fornitura di dispositivi ma, non meno, il mantenimento delle risorse di organico e l’assegnazione degli assistenti tecnici alle scuole del I ciclo.
È certamente compito dell’Amministrazione garantire che, anche nelle particolari attuali condizioni di emergenza, il servizio scolastico sia erogato nelle modalità più efficaci, secondo quanto previsto dalle norme, fornendo anche sostegno a tal fine.
Tutti dobbiamo, perciò, fare la nostra parte e io sarò con tutti Voi nell’assicurare la continuità delle azioni amministrative a supporto dei processi di inclusione e di innovazione che la situazione
richiede e la Lombardia merita, avendo ben chiara la funzione strumentale della Pubblica Amministrazione nel rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e nel garantire l’eguaglianza sostanziale tra i cittadini, come prevede la nostra Costituzione.
Nella convinzione che la comunità educativa rappresenta il più grande esercito di pace e di legalità del nostro Paese.

Augusta Celada